FUOCOFATUO è un concerto senza musicisti in carne e ossa.
L’evento sonoro non avviene mediante strumenti classici né attraverso generatori di suono e registrazioni.
Le sonorità che danno vita alla partitura di questo particolare concerto vengono generate da alcuni oggetti messi in una condizione di instabilità fisica.
L’energia che genera questo stato di instabilità è il calore.
I suoni sono generati a partire dal passaggio dell’aria attraverso gli oggetti, da come il calore li farà surriscaldare, producendo vibrazioni, fischi, percussioni, strappi, note.
Le variazioni di calore eseguono una partitura definita, nella quale la “voce” di ogni singolo oggetto è inscritta
in una struttura compositiva complessa e ripetibile.
Come per ogni concerto la partitura è unica ma l’esecuzione la reinterpreta ogni volta.
FUOCOFATUO indaga il confine tra luce e suono.
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Nel buio e nella penombra ho dato spazio all’ascolto, il tempo si è dilatato, le orecchie si sono aperte e ogni piccolo suono mi evocava mondi. – Paola
Avevo la sensazione di essere in un tempo futuro, come dopo una catastrofe. – Giorgio
Casa, cucina, latte, acqua, treno, campanile, tutte queste immagini mi sono arrivate con languida malinconia preziose come lo diventano le cose quando le sentiamo perdute. – Maria
E’ curioso capire da quale teiera escano i sibili. Quando poi però vibrano all’unisono è lì che bisogna chiudere gli occhi e vedere il resto dello spettacolo. – Massimiliano
Le presenze in scena sembravano custodi di un sapere lontano che alchemicamente facevano rivivere schegge e soffi di un mondo perduto. – Stefania
Non saprei dire cosa è accaduto, mi sono commossa guardando una teiera. – Teresa
…i suoni descrivibili come semplici fischi sembrano incoraggiare il desiderio di comunicazione tra la macchina e l’uomo tramite un loro linguaggio, frequenze sonore di cui solo alcune bande vengono percepite dallo spettatore. – Max
In un certo senso parla della memoria, mi ha riportato nel tepore dell’infanzia. – Giorgia
Bella la condizione di attesa condivisa – Simonetta
… a tratti ho avuto paura. – Mauro
Sinfonia libera e precisa.. armonia precisa e casuale .. un concerto quantistico. – Luca
È stata una visione post-apocalittica. – Flavio
… come se dentro quella grotta si scoprissero resti di una umanità scomparsa. – Claudio
Sembrava di essere dentro un hangar abbandonato dove due oscuri sacerdoti compivano un rito di riesumazione di oggetti usati in una vita passata, che non c’era più. – Marco
I suoni, le luci e perfino gli odori si sommavano a comporre una sola musica straziante. – Massimo
…come nascosti nel laboratorio segreto di un alchimista, cullati dai suoni e trasportati altrove dai continui scenari che prendevano vita grazie al sapiente gioco di luci… pura emozione… questo è stato Fuocofatuo per me: un luogo, da qualche parte nella memoria, dove non vedo l’ora di ritornare. - Carlotta
…mi sono sentita di nuovo alla scoperta, una specie di caccia al tesoro per l’udito e per la vista. Come una bimba che si addentra nei meandri di un vecchio palazzo sconosciuto e incredibilmente affascinante e non sa più se fidarsi di quel che vede o di quel che sente: i sensi all’erta… Poi pian piano le luci si svegliano e un mondo nuovo prende forma un pezzetto alla volta: ogni volta una scoperta, una piccola meraviglia, un’incredulità e uno stupore. – Valentina
Gli elementi in sinergia danno vita a piccole scintille sonore riecheggianti tempi passati, ricordi lontani mai del tutto sopiti… una sorta di déjà vu mi ha riportato ai lunghi inverni in un luogo caro, nella casa della nonna, dove il latte veniva scaldato sulla stufa e più in là la legna crepitava nel camino… – Gabriele